Archive For agosto 31, 2017

LA PASTA E LE NUOVE FARINE

LA PASTA E LE NUOVE FARINE

Pastasciutta, l'esperto: quali fanno bene, quali evitare

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Buon giorno ho trovato molto interessante questo articolo tratto da liberoquotidiano.it e che riporto di seguito, alla fine troverete il link al sito ufficiale

 

Pastasciutta, l'esperto: quali fanno bene, quali evitare

Ci sono le tagliatelle al farro e i fusilli alla segale. Ma anche i rigatoni ai ceci e le mezze maniche ai piselli.

Due spaghi al pomodoro? Se cedete alla farina di kamut saranno anche più leggeri (e la linea vi ringrazierà).

Sulle tavole degli italiani c’è sempre più pasta integrale: lo dice una ricerca targata Doxa-Aidepi (un’associazione del settore).

Il 53% delle (buone) forchette tricolori al banco del supermercato opta per le novità in fatto di grano.

E cioè: i consumi della pasta integrale sono cresciuti, nell’ultimo anno, del 20%.

E se a farla da padrone è ancora la semola tradizionale, che vale da sola circa il 90% del mercato, pazienza: con i legumi e i cereali, i paccheri “light” stanno conquistando mezzo Stivale. «Questa crescita», racconta il presidente di Aidepi Paolo Barilla «è la prova che c’è posto per tutti e oramai il consumatore ha la possibilità di scegliere.

Si tratta della risposta alle ultime linee guida nutrizionali, che evidenziano l’importanza di integrare più fibre nella nostra alimentazione».

Come a dire: le lasagne alla bolognese della nonna resteranno anche imprescindibili, nessuno lo dubita, ma avete mai provato i maccheroni al farro con i pomodorini secchi?

SALUTISTI

In fondo basta fare un giro al discount per rendersene conto: l’offerta è varia e i prezzi sono accessibili.

Rincarati, ovvio, rispetto alla farina 00, ma per salvare il giro vita si può anche mettere in conto di spendere qualche euro in più. «In tutti i cereali la qualità delle proteine non è altissima», spiega il nutrizionista Giuseppe Rotilio, capo del dipartimento di Promozione della qualità della vita presso Università San Raffaele di Roma, «ma questa carenza viene compensata da una quantità maggiore, per cui un piatto di spaghetti integrali ha un apporto proteico più elevato».

E allora fa bene, specie se col pranzo di Ferragosto avete un tantino esagerato. «La pasta che al suo interno utilizza farine di cerali è meno raffinata, il che significa che è anche meno assimilabile.

Non aumenta la glicemia, e per questo viene preferita dalle persone a dieta».

Fibre, sali minerali e vitamine fanno il resto: «L’unico cereale completo da un punto di vista nutrizionale è la soia», ammette l’esperto, «ma in Italia viene usata ancora poco». La nutrizionista Fabiola Ficarra concorda e aggiunge: «Il consiglio è variare.

L’alimentazione non deve mai concentrarsi su un alimento e basta, quindi ben vengano le alternanze anche in materia di farina.

Noi italiani siamo molto tradizionalisti, non rinunciamo facilmente alla pasta: assumere cereali che hanno l’aspetto di spaghetti o maccheroni è una buona alternativa.

Il farro va molto bene per gli sportivi ed è ricco di fibre che aiutano anche chi soffre di diabete. Il kamut è molto ricco di proteine.

La segale è un alimento eccezionale a basso contenuto calorico e glicemico: è ottima nella prevenzione delle patologie cardiovascolari. Infine ci sono le paste proteiche, fatte con i legumi, che possono essere un modo anche per far assimilare ai bambini tante sostanze verso cui in genere non sono proprio entusiasti».

In vendita, nell’ultimo periodo, c’è pure la pasta proteica, quella fatta con i legumi: niente grano e niente mais, ma piselli e fagioli.

Con la conseguenza che, se un normale piatto di penne alla carbonara, valgono a occhio e croce 65 grammi di carboidrati (e svariati giri di cyclette per smaltirli) uno di questi ne contiene appena 48.

Assaggiare per credere. Intendiamoci, metodi di preparazione e condimenti non cambiano. Il sapore - spergiura chi ormai già non riesce più a farne a meno - neanche.

La bilancia, invece, sì. «Il boom che in questi ultimi anni ha interessato il settore si spiega proprio in questi termini», continua Rotilio, «lo stesso discorso vale per il pane casereccio: essendo meno raffinata la farina con cui viene cotto non innalza così tanto la glicemia e l’organismo assimila meno».

Dopo di che, sia chiaro, una spaghettata aglio e olio non si nega a nessuno.

Ci mancherebbe altro. Ma a usare le farine integrali ci sono sicuramente alcuni vantaggi che non vanno sottovalutati. «Nel momento in cui la pasta ai cereali è integrata con altre sostanze, per esempio un particolare sugo o un condimento ricco, risulta sicuramente più sostanziosa di quella a tipologia tradizionale», conclude il professore.

Quindi: pasta e fagioli con ditalini di segale, tanto per dire, è meglio di una bistecca. E non è un modo di dire.

Fatevene una ragione e provate, almeno una volta, a uscire dal seminato. Non è un caso che tutte le principali marche della filiera italiana da qualche anno a questa parte abbiano creato una linea apposita di farine integrali.

Il mercato bio, anche in fatto di farfalle e pipe, vale, da Palermo a Sondrio, la bellezza di 150 milioni di euro e se la media di una confezione da 500 grammi di pasta integrale costa 1,59 euro contro gli 80 centesimi di quella classica, amen. Ci si guadagna in salute.

Poi ci sono gli abbinamenti, i sughi che stanno bene con quel sapore leggermente amarognolo della “farina nera” o il gusto meno deciso del farro.

Perché quando si cerca di perdere qualche chilo non è mica detto che bisogna rinunciare proprio a tutto.

La pasta rimane pur sempre il piatto nazionale, che poi sia integrale non fa differenza.

L’avvertenza che sottolineano gli addetti ai lavori rimane una sola: questi prodotti non sono senza glutine, come spesso (ed erroneamente) qualcuno pensa.

Sono semplicemente più salutari.

di Claudia Osmetti

 

LINK UFFICIALE AL SITO

LA VOCE DEI PROTAGONISTI

LA VOCE DEI PROTAGONISTI

Winesoundtrack e Claudio Latagliata

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Parlando con amici e cultori della buona cucina, intorno una bella tavola imbandita di MelocucinodaMe, inneggiando al dio Bacco, mi hanno chiesto : "Sarebbe carino se nel tuo blog mettessi anche qualche consiglio riguardo ai vini da accostare alle pietanze o comunque dei suggerimenti."

 

Già sarebbe carino, ma la mia cultura enologica non è cosi approfondita come l'arte del mangiare, quindi?

 

Ho iniziato a girovagare su internet in cerca di aiuto in tal senso 

 

Molti siti che parlano di vino e affini, ma nessuno mi ha ispirato.

 

Cercavo qualcosa di differente, qualcosa che fosse "DIVERSO", come il mio blog.

 

Poi un'epifania, uno shining 

 

Non ho trovato un sito, ho trovato IL sito

 

LINK SITO UFFICIALE

 

Wine Soundtrack nasce da un’idea di condivisione e conoscenza; consente agli amanti del vino di ascoltare, direttamente dalla voce dei protagonisti, speranze, sogni, intuizioni, prospettive, amori e passioni.

 

Wine Soundtrack vi farà riflettere, sorridere, divertire attraverso le voci di chi, in una bottiglia di vino, ha deciso di racchiudere il proprio carattere, i propri sogni e le proprie ambizioni.

 

Wine Soundtrack ci accompagnerà per mano tra i filiari di un’idea, di una visione più ampia rispetto alle dimensioni contenute di un calice; spazio che accoglie l’essenza e condensa il frutto di un lavoro appassionato, ma faticoso e paziente.

30 domande, un piccolo gioco finale, un intervistatore speciale.

 

Questi gli ingredienti del nostro nuovissimo podcast tutto dedicato all’universo vino e ai suoi protagonisti che qui hanno modo di presentarsi in un modo diverso dal consueto e fuori dai soliti cliché.

(nota del sito)

 

La spiegazione praticamente dice tutto, non sono i commercianti o sommelier a parlare, ma gli stessi produttori, seguiti, punzecchiati e coccolati da Claudio Latagliata, nome molto presente da diversi anni nell'ambito sia italiano che estero dell'enologia.

 

Che dire di più buon ascolto per voi e buon Meloascolto per me 

Un abbraccio Daniele 

SPIEDINI DI TOTANO

SPIEDINI DI TOTANO

L'amico totano

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Buono alla griglia, nelle zuppe e come antipasto, è un mollusco della famiglia dei cefalopodi, che viene spesso confuso con un suo parente stretto, molto diffuso sulle nostre tavole, ovvero il calamaro.

 

Riconoscerlo però è semplice.

 

Rispetto al calamaro, presenta un colore rosa violaceo e ha due pinne triangolari laterali molto piccole rispetto a quelle del “cugino”.

 

Entrambi però sono dotati di un mantello che fascia tutto il corpo, lasciando fuori soltanto il capo e i tentacoli.

 

Il totano, come d’altronde il calamaro, predilige i fondali misti, fangosi e sabbiosi e si sposta molto rapidamente servendosi sia dei tentacoli che gli permettono di strisciare sul fondo, che in sospensione sfruttando la pressione dell’acqua che immagazzina ed espelle dal corpo con un meccanismo di propulsione.

 

Si nutre di crostacei e piccoli pesci.

 

Oggi è il caso di dire, mio caro totano sei fritto..o al forno.

 

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Ingredienti e preparazione

 

Ingredienti:

500 g di anelli di totano

5 foglie di basilico

1 mazzetto di prezzemolo

1 spicchio di aglio

½  limone

3 cucchiai di olio evo

sale e pepe q.b. (poco)

pangrattato q.b.

 
 

Procedimento:

Fate un trito di basilico, prezzemolo e aglio e mettetelo in una ciotola abbastanza grande

 

Aggiungete al trito l'olio e il limone e mescolate il tutto.

 

Sciacquate gli anelli di totano e metteteli nella ciotola.

 

Aggiungete un pizzico di sale e di pepe, mescolate, coprite con una pellicola e fate macerare in frigorifero per circa un'ora

 

Al momento di cuocerli preriscaldate il forno a 200° ventilato.

 

Prendete la ciotola con i totani dal frigorifero e mescolate ancora una volta.

 

Utilizzando degli stecchini di legno (in ferro sarebbe meglio) create i vostri spiedini

 

Adagiate i totani in una teglia o pirex distribuendoli uniformemente sulla superficie.

 

Ricoprite con il pangrattato entrambi le parti e irrorate con un filino d'olio in modo che i totani possano gratinare 

 

Infornate per circa 25 -30 minuti, fino a completa doratura.

 

Serviteli caldi con una salsa rosa e qualche foglia di insalata.

 

Se volete sapere come si fa la salsa rosa seguite questo link la salsa rosa

 

Evvai con gli spiedini e MelocucinodaMe

 

Un abbraccio Daniele 

 

MELANZANE A SORPRESA

MELANZANE A SORPRESA

Curiosità sulle melanzane

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La melanzana è originaria dell'India.

 

Sebbene esistano innumerevoli documenti che dimostrano la coltivazione della melanzana nell'area del sudest asiatico sin dalla preistoria, sembra che in Europa fosse sconosciuta fino al sedicesimo secolo.

 

La diffusione in Europa di nomi derivati dall'arabo e la mancanza di nomi antichi latini e greci indicano che fu portata nell'area mediterranea dagli arabi agli inizi del Medioevo.

La melanzana cruda ha un gusto amaro che si stempera con la cottura , che rende inoltre l'ortaggio più digeribile e ne esalta il sapore.

 

D'altra parte, la melanzana ha la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari, tra cui l'olio, consentendo la preparazione di piatti molto ricchi e saporiti.

 

Per questi motivi la melanzana viene consumata preferibilmente cotta. La normale cottura non è in grado di eliminare del tutto la solanina, che si degrada completamente a temperature molto più alte (circa 243 °C); ciò però non è un problema, perché nella melanzana il contenuto di solanine (α-solanina, solasonina e solamargina) è pari a 9–13 mg/100 g di peso fresco, ben al di sotto della quantità ritenuta accettabile per gli ortaggi (20–25 mg/100 g di peso fresco).

La melanzana è ricca di sali minerali e vitamine, soprattutto del gruppo B e C.

 

Dal basso contenuto nutrizionale, è povera di calorie e ricca di acqua.

 

Facilita quindi la diuresi ed è un ottimo coadiuvante delle funzionalità del fegato.

Alcune preparazioni

Pasta fredda 

  • polpette-di-melanzane-e-peperoni
  • lasagne-di-melanzane-grigliate
  • pasta-alla-norma-nella-melanzana immagine
  • hamburger-di-melanzane
  • parmigiana-di-melanzane-classica-al-basilico
  • melanzane-ripiene-di-trofie
  • melanzane-al-forno-al-ragu
  • parmigiana-di-melanzane-leggera
  • foto melanzane-ripiene-alla-napoletana

    ricette varie

 

Melanzane a sorpresa

 

Vi ho dato alcune curiosità, vi ho riportato alcune ricette con il  link diretto, ora vi indico la mia ricetta sfiziosa

 

INGREDIENTI E PREPARAZIONE

Non so quanti di voi abbiano un padre fissato con il piccolo orto domestico, il mio lo e'

 

Ogni anno, per fortuna, pianta una gran serie di piante di melanzane e quando arriva il grande caldo di luglio producono cassette intere di questo vegetale.

 

Una bella sfida iniziare a cuocerle neo modi piu disparati.

 

Alcuni li abbiamo visti sopra, altri li vedremo strada facendo, oggi vi voglio proporre degli involtini di melanzane che ho chiamato a sorpresa creati appositamente per mia moglie e mia figlia che preferiscono il veg alla carne.

 

Difatti con questa ricetta avrete il giusto apporto sia di fibre che di proteine.

 

INGREDIENTI

 

2 melanzane

 

240 g di ceci (potete utilizzare quelli in scatola gia lessati) (v link prodotto e mail)

 

1 cipolla di tropea abbastanza grande

 

4 pomodori san marzano tagliati a dadini e privati dei semi

 

100 g di olive taggiasche denocciolate

 

50 g di feta

 

100 ml di brodo vegetale (fare link come si fa)

 

3 foglie di menta tritate

 

olio evo, sale e pepe rosa

 

PREPARAZIONE

 

Tagliare le melanzane a fettine sottili per il lungo utilizzando un pelapatate, posizionarle in uno scola pasta e spolverizzarle con del sale grosso per almeno 30 minuti

 

quindi sciacquare e asciugare con cura

 

Prendere la cipolla, tagliarla finemente e sbiondirla in un tegame con dell'olio, unire quindi i ceci e il brodo caldo e cuocere a fuoco alto fino ad evaporazione del brodo.

 

Versare tutto in un frullatore e aggiungere i pomodori e le olive e tritare grossolanamente

 

Unire in una ciotola il trito con la feta sbriciolata e la menta.

 

Disporre ora le fette di melanzane su un piano e mettete a scaldare sul fuoco una piastra o una griglia

 

Spennelliamo le fette con l'olio, farciamo con il ripieno preparato, arrotoliamo gli involtini, chiudiamo con degli stecchini e li passiamo sulla piastra per 5 minuti girando di tanto in tanto.

 

Non appena le melanzane saranno cotte, poniamole in un vassoio, eliminiamo gli stecchini e serviamo

 

Buona cena con MelocucinodaMe

 

Un abbraccio Daniele

IL POLPO INNAMORATO della panzanella

IL POLPO INNAMORATO della panzanella

Il polpo innamorato

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C'era una volta un polpo che girovagava nei nostri mari

Mangiava sempre le solite cose, un pescetto qui, una alghetta li.

Al nostro amico però piaceva molto venire sulla terra ferma a curiosare il cibo degli uomini 

Del loro cibo piaceva la semplicità nell'utilizzo di alcune materie. 

Così dopo aver visto come venivano uniti i vari ingredienti tornava nel fondo del suo mare blu e provava a ricostruire i piatti che aveva visto in superficie.

Prendeva dei piccoli gamberetti, una spolverata di crill e una salsa guacamole di alghe. 

Un altra volta invece aveva preparato un'ottima tartare di salmone e paguri.

Così dopo aver preparato delle delizie per i suoi amici, il polpo sempre più innamorato di quei piatti stellari, tornava in superficie per imparare nuove cose.

Così una volta in una delle sue perlustrazioni vide un'anziana signora che prendeva del pane raffermo e lo metteva in una ciotola con dell'acqua e nel frattempo tagliava una splendida cipolla rossa, due pomodori, un cetriolo.

Cosa stava facendo? 

Così il polpo prese coraggio e si avvicinò e chiese "scusi signora cosa sta preparando?"

"La panzanella" rispose

" e cosa è?"

La panzanella è un piatto freddo a base di pane toscano raffermo inumidito. L’origine del termine potrebbe provenire dall’unione di pane e zanella (cioè zuppiera) o semplicemente da Panzana, come in origine veniva chiamata la pappa.

Già il Bronzino, pittore fiorentino della corte medicea, elogiava questo semplice pasto di tradizione contadina esprimendosi così: "chi vuol trapassar sopra le stelle di melodia v’aggiunga olio e aceto en’tinga il pane e mangi a crepapelle. Una insalata di cipolla trita colla porcellana e cetriuoli vince ogni altro piacer di questa vita."

L’artista non parla dei pomodori, che ancora non venivano usati in cucina, citando invece l’erba porcellana, oggi non più usata, la cipolla e il cetriolo, un must della ricetta fiorentina e invece poco gradito a Siena.

Cosi il polpo, talmente entusiasta di questa ricetta, decise di lasciare anche lui una firma a questo piatto regalando all'anziana signora il suo tentacolo (non vi dispiacete, i tentacoli del polpo ricrescono in quanto sono formati solo da muscoli e non da ossa)

il polpo innamorato

Preparazione e ingredienti

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INGREDIENTI E PREPARAZIONE

Preparare una panzanella per 4 persone è semplice e veloce, ti bastano:

200 grammi di pane casalingo raffermo sciapo (tipico pane toscano)

(da tagliare a fette, immergere in acqua fredda per dieci minuti, strizzare, sbriciolare e adagiare in una zuppiera) 

2 pomodori maturi tagliati a dadini

1 cipolla rossa tagliata a fettine sottili

1 cetriolo (mondato e tagliato a rondelle)

Condisci poi con olio e sale, mescola il tutto e metti in frigo.

 

Al momento di servire la panzanella aggiungi un po’ d’aceto e guarnisci con qualche fogliolina di basilico e per finire il tentacolo di polpo cotto alla brace. 

 

Buona panzanella con MelocucinodaMe e il polpo innamorato
Un abbraccio Daniele

 

SA PRAZZIRA…UNA SARDA A ROMA

SA PRAZZIRA…UNA SARDA A ROMA

Sa prazzira...passeggiate in Italia

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Il bello di parlare di cucina è conoscere nuove persone, nuove amicizie e nuove tradizioni.

 

Così per caso incontri una cuoca sarda in giro per Roma.

 

Immediatamente le chiedo - è un gioco che adoro fare - "dimmi il primo piatto che ti viene in mente" e lei risponde "sa prazzira"

 

Il punto interrogativo che compare sulla mia testa è significativo...beata ignoranza, così inizia a spiegare.

 

Mustazzeddu o prazzira, o pani cun tammatta, siamo in Sardegna

 

Sa prazzira è tipica di San Vito, dove si svolge anche un importante sagra, Sagra de sa prazzira e de sa pezz’e craba (carne di capra).

 

A San Vito questa pizza viene farcita con pomodori e melanzane, o in alcuni casi anche con altri ingredienti, si condisce poi con basilico, aglio a piacere e un buon olio extravergine.

Nel Sulcis Iglesiente, come raccontavo prima, il suo nome è Mustazzeddu e si prepara con i pomodori ma senza melanzane.

Si narra che ad inventarla siano state le suore, durante lunghi periodi di magra in modo da poter portare ai più poveri un piatto unico, al posto del semplice pane.

 

Queste suore, armate di amore, fede e generi alimentari base, quali farina, pomodori e quant'altro, andavano girando per i paesi aiutando le persone più povere proprio utilizzando la case di queste come base.

Favola, leggenda o verità? Non mi interessa perché mi ha regalato un sorriso

 

 

 

 

 

 

Ingredienti e preparazione

 

INGREDIENTI

1/2 kg semola

1/2 kg farina macinata pietra

3 cucchiaini sale

2 cucchiaini zucchero

750 ml acqua tiepida

25gr l'invito di birra

 

PREPARAZIONE

 

Sciogliere il lievito con poca acqua e lo zucchero

Impastare le farine con l'acqua rimanente e il sale

Dopo qualche minuto aggiungere il lievito e continuare l'impasto

Dividere in in due panetti e far lievitare qualche ora

Preparare i pomodori tagliati a pezzetti e farli scolare, aggiungere sale aglio e basilico

Tagliare a cubetti le melanzane aggiungere sale e farle scolare con un peso sopra

Mettere in padella una cipolla e le melanzane scolate dalla loro acqua e scottarle qualche minuto con un filo d'olio

Stendere con le mani la pasta (senza mattarello) e riempirlo con i due diversi ripieni, chiudere i bordi pizzicando la pasta lasciando il foro centrale

Infornare a 200° per 40 minuti

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Buon companatico con la Melosaprazzira di Lucia Ghiani

http://www.melocucinodame.it/house-course/

Un abbraccio Daniele 

Gita in Val d’orcia… mangia prega e ama

Gita in Val d’orcia… mangia prega e ama

la Val d'orcia e la sua via Francigena...prega

La Val d'Orcia è sempre stata organizzata per accogliere i numerosi viandanti che l'hanno percorsa a partire dal Medioevo. I flussi di pellegrinaggio verso Roma che si incanalavano lungo la via Francigena: mercanti, uomini di chiesa, soldati, avventurieri, scrittori, vagabondi, viaggiatori del Grand Tour... in questo tratto furono favoriti da una serie di percorsi trasversali che servivano a collegare la via Francigena con l'altra grande arteria romipeta, la via Teutonica. Quasi sempre gli spostamenti avvenivano dalla Teutonica alla Francigena. Il primo snodo era a San Quirico d'Orcia dove, nel Tre-Quattrocento si potevano trovare ospitalità in almeno tre hospitia e sollievo e guarigione nelle acque terapeutiche di Bagno Vignoni e, strada facendo, a San Filippo e Chianciano. Il secondo importante snodo era Radicofani. Con il passare del tempo le principali stazioni si sono trasformate in paesi, adattando la loro capacità ricettiva alla sempre crescente richiesta turistica. Qui, oggi come allora, i pellegrini che arrivano stanchi e affamati dopo ore e ore di cammino, almeno per trovare un pasto o un alloggio soddisfacenti, non devono faticare troppo.

SAN QUIRICO D'ORCIA, BAGNO VIGNONI, MONTEPULCIANO, PIENZA

La mia piccola guida turistica e mangereccia per la Val d'orcia, armato di cellulare per le foto, una forchetta e un bicchiere

MANGIA

bagno

 

SAN QUIRICO D'ORCIA E BAGNO VIGNONI

ma come si mangia bene in Toscana

Per saperne di più

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