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Agriturismo Valle Siriaca

Agriturismo Valle Siriaca

Sguardi e infinito vicino Roma

 

A 30 minuti di macchina da Roma, tra le colline di Castelnuovo di Porto esiste una tenuta splendida dove passare una giornata o una vacanza , la bellezza è proprio questa dell'Agriturismo Valle Siriaca.

 

Già dal momento dell'arrivo ti rapisce, perché nel suo verde e nel suo azzurro sguardi e infinito ti rapiscono.

 

È bello immaginare Ernest Hemingway seduto al tavolino scrivere sul suo taccuino " Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono". E godere di tutto quel panorama 

 

 

L’Agriturismo Vallesiriaca nasce più di 20 anni fa come azienda agricola dedicata alla produzione di carne di vacche di razza Maremmana incrociate con  toro Cherolaise  e di olio extravergine di oliva.

 

I prodotti sono certificati dalla CODEX (Organizzazione di Controllo e Certificazione).  

 

All’azienda agricola si è affiancata nel tempo la struttura dedicata all’ospitalità, riconosciuta dal circuito Terranostra.

 

L’agriturismo offre camere, appartamenti e casali indipendenti dislocati nella tenuta, nel pieno rispetto del paesaggio incontaminato e nello stesso tempo adeguati alle esigenze di comfort del turismo moderno.

 

 

 

E per quanto concerne il mangiare l'agriturismo Valle Siriaca non è di certo secondo a nessuno.

 

Un Tris di polente ha allietato il pranzo , il tutto accompagnato da un ottimo vino rosso locale e per concludere la torta alla ricotta fatta in casa e senza liquore, il top a Valle Siriaca.

 

Per chi vuole visitare Roma ma anche vivere una esperienza vicino alla natura e alla tradizione contadina senza rinunciare a tutti i confort moderni, essere ospitati nell’agriturismo rappresenta un’esperienza unica e imperdibile.

 

Beh allora in macchina e buon viaggio culinario con Melocucinodame 

 

un abbraccio 

 

Daniele

10 TIPI DI PASTA SENZA GLUTINE

10 TIPI DI PASTA SENZA GLUTINE

Scritto da Marta Albè

 

La pasta senza glutine è pensata sia per i celiaci che per chi vuole variare la propria alimentazioni con prodotti diversi dalla classica pasta di semola di grano duro.

 

È infatti importante introdurre nella propria dieta dei cereali alternativi al grano per renderla più ricca e meno monotona.

 

Le calorie e l’apporto di proteine e di carboidrati dei vari tipi di pasta senza glutinepossono cambiare da una marca di prodotto all’altra.

 

Qui di seguito vi proponiamo alcuni esempi e vi basterà verificare le tabelle nutrizionali riportate sulle confezioni della pasta senza glutine a vostra disposizione per conoscere le informazioni sui prodotti specifici.

 

Trovate in vendita i vari tipi di pasta senza glutine in alcuni supermercati, nei negozi di prodotti biologici, in erboristeria, nei negozi di prodotti per celiaci e negli shop online. Basta una veloce ricerca sul web per individuare i vari tipi di pasta senza glutine che vi elenchiamo qui di seguito.

 

1) Pasta di lenticchie senza glutine

La pasta di lenticchie è un alimento adatto a chi segue una dieta senza glutine. Infatti è preparata esclusivamente con farina di lenticchie, senza l’aggiunta della farina di grano. È una pasta ricca di fibre e di proteine. 100 grammi di pasta di lenticchie rosse forniscono 334 calorie, 25 grammi di proteine e 48 grammi di carboidrati. Date un’occhiata anche alle nostre ricette con le lenticchie. Troverete in vendita, oltre alla pasta di lenticchie rosse, la pasta di lenticchie nere e di lenticchie verdi.

 

 

2) Pasta di riso integrale senza glutine

Tra i vari tipi di pasta senza glutine potrete trovare la pasta di riso integrale, prodotta esclusivamente con farina di riso integrale. 100 grammi di pasta di riso integrale apportano 352 calorie, 72 grammi di carboidrati e 8 grammi di proteine. La pasta di riso integrale è meno proteica rispetto alla pasta di lenticchie ma potrete arricchire il vostro piatto di proteine scegliendo un condimento a base di legumi, ad esempio ceci o fagioli.

 

3) Pasta di piselli verdi senza glutine

La pasta di piselli verdi viene prodotta utilizzando soltanto la farina di piselli che essendo ottenuta dai legumi è naturalmente priva di glutine. La pasta di piselli verdi senza glutine ha un tempo di cottura molto breve, pari a solo 4 o 5 minuti. 100 grammi di pasta di piselli apportano 335 calorie, 55 grammi di carboidrati e 20 grammi di proteine.

 

4) Pasta di quinoa senza glutine

La pasta di quinoa senza glutine è prodotta a partire dalla farina di quinoa eventualmente con l’aggiunta di altre farine gluten-free come la farina di riso e la farina di mais. La pasta di quinoa apporta circa 356 calorie ogni 100 grammi di prodotto, 8 grammi di proteine e 77 grammi di carboidrati. Come sapete, la principale proprietà della quinoa è data dal suo contenuto di tutti gli amminoacidi essenziali di cui il nostro organismo ha bisogno per produrre le proteine.

 

5) Pasta di amaranto senza glutine

La pasta di amaranto senza glutine è prodotta solo con acqua e con farina integrale di amaranto biologica. Viene essiccata a basse temperature per conservare i benefici nutritivi e le proprietà dell’amaranto. 100 grammi di pasta di amaranto senza glutine apportano circa 321 calorie, 14.5 grammi di proteine e 51 grammi di carboidrati. Scoprite anche le nostre ricette con l'amaranto.

 

6) Pasta di mais senza glutine

La pasta di mais è probabilmente la pasta senza glutine più diffusa. La trovate in vendita in diversi formati, dai fusilli alle penne, agli spaghetti. La pasta di mais è adatta ai celiaci e di solito viene prodotta con farina di mais da agricoltura biologica (controllate questa caratteristica sulle confezioni). 100 grammi di pasta di mais apportano circa 354 calorie, 79 grammi di carboidrati e 7 grammi di proteine.

 

7) Pasta di ceci senza glutine

La pasta senza glutine si può produrre anche con la farina di ceci, che è naturalmente gluten-free. La pasta di ceci è ricca di proteine e di fibre. 100 grammi di pasta di ceci senza glutine apportano al nostro organismo 336 calorie, circa 44 grammi di carboidrati e 18 grammi di proteine.

 

8) Pasta di grano saraceno senza glutine

La pasta di grano saraceno viene prodotta solitamente solo con acqua e farina di grano saraceno. Alcuni tipi di pasta di grano saraceno contengono anche farina di mais, ma sono comunque senza glutine. 100 grammi di pasta di grano saracenoapportano 332 calorie, 77 grammi di carboidrati e 8 grammi di proteine. Questa pasta senza glutine conserva i benefici e le proprietà del grano saraceno.

 

9) Pasta di fagioli senza glutine

La pasta di fagioli fa parte della categoria delle paste di legumi senza glutine, insieme alla pasta di lenticchie e alla pasta di ceci. La pasta di legumi è più ricca di proteine rispetto alla pasta prodotta dai cereali. Esistono diverse varietà di fagioli e di pasta di fagiolil. Troverete in vendita, ad esempio, la pasta di fagioli cannellini e la pasta di fagioli neri. 100 grammi di pasta di fagioli apportano circa 329 calorie, 48 grammi di carboidrati e 22 grammi di proteine.

 

10) Pasta shirataki di konjak senza glutine

La pasta shirataki di konjak è una pasta senza glutine a basso contenuto di calorie. Si presenta sotto forma di spaghetti sottili, molto simili ai noodles. La radice di konjak da cui viene ricavata la farina per produrre questa pasta è molto diffusa nell’alimentazione orientale e meno nota in occidente. 100 grammi di pasta shirataki di konjak apportano soltanto 34 calorie.

 

fonte https://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/19734-pasta-senza-glutine-benefici-calorie

 

Il Pelaverdure…il mio piatto Veg o quasi

Il Pelaverdure…il mio piatto Veg o quasi

Ingredienti e preparazione

 

Dopo un weekend a mangiare, il primo freddo e un bicchiere di troppo, il lunedì va sempre un po stretto a tutti, cosi oggi vi propongo un piatto leggero, nutriente e con ingredienti che normalmente abbiamo tutti i giorni nel frigorifero, un primo o secondo di verdure.

Ps ci ho provato ad essere Veg, ma ad un certo punto sono scivolato

 

INGREDIENTI 

 

zucchine 3

 

carote 3

 

coste di sedano 3

 

2 pomodori

 

40 gr di pecorino stagionato

 

30 gr di pinoli

 

basilico fresco, maggiorana fresca, aglio, olio evo, sale e pepe.

 

PREPARAZIONE

 

Passate al mixer il basilico, la maggiorana, l'aglio spellato e privato dell'anima, un pizzico di sale e mezzo bicchiere di olio evo e tenete da parte.

 

Per prima cosa, mondate le carote, il sedano e le zucchine.

 

Quindi tagliatele a striscioline piatte, nel senso della lunghezza, utilizzando un pelapatate.

 

Nel frattempo mettiamo una pila di acqua a bollire.

 

Al momento del bollo gettiamo dentro le verdure per un minuto, quindi sgocciolatele e passatele sotto l'acqua fredda e lasciatele riposare.

 

A questo punto tagliamo i pomodori a cubetti e li rosoliamo in due cucchiai di olio, salate e unite le verdure (non la salsa) e lasciate insaporite.

 

Quindi tostate i pinoli in una padellino antiaderente.

 

A questo punto sporzionate le verdure nei piatti, conditele con la salsa di erbe, il pecorino grattugiato, i pinoli e servite.

 

Buone verdure con MelocucinodaMe

 

un abbraccio Daniele

 

FILETTO DI MAIALE AL PISTACCHIO

FILETTO DI MAIALE AL PISTACCHIO

INGREDIENTI E PREPARAZIONE

 

Oggi andremo a preparare un piatto che trovo molto gustoso, di facile preparazione e ad un costo contenuto, il filetto di maiale.

 

Adatto a qualsiasi pranzo o cena , magari preceduto da un primo come tonarelli ai funghi o un risotto di zucca.

 

E magari accompagnato da un buon Primitivo.

 

INGREDIENTI

 

4 filetti di maiale

 

8 fettine tagliate fini di guanciale

 

100 gr di granella di pistacchi di Bronte

 

80 ml di brandy

 

80 gr di miele

 

50 gr di zucchero

 

400 gr di peperoni rossi

 

40 gr di farina

 

sale, pepe, olio evo

 

2 spicchi di aglio

 

4 rametti di rosmarino

 

PREPARAZIONE

 

Per prima cosa versiamo in un piatto la farina.

 

Quindi avvolgiamo il filetto di maiale con il lardo e lo infariniamo leggermente.

 

Ora mettiamo un filo di olio in una padella antiaderente e scottiamo  il maiale finche non si forma una crosticina dorata.

 

A questo punto togliamo la padella dal fuoco, spennelliamo il filetto con il miele e aggiungiamo la granella di pistacchio.

 

Quindi rimettiamo su fuoco e sfumiamo con il brandy e aggiustiamo di sale e pepe.

 

Ora teniamo in caldo il nostro filetto di maiale e prepariamo i peperoni.

 

Li taglieremo a dadini, e li saltiamo in padella con un filo di olio evo, un pizzico di sale, e dell'aglio.

 

A metà cottura aggiungiamo lo zucchero e l'aceto e facciamo caramellare.

 

Servite il filetto su letto di peperoni e decorate con un ramoscello di rosmarino.

 

Buona cena Melocucinoamici.

 

I FORMAGGI

I FORMAGGI

4 pregiudizi

 

Goloso, ma grasso.

 

Gustoso, ma quelle muffe, saranno nocive?

 

Bisogna mangiarne poco, sai il colesterolo…

 

Quante ne abbiamo dette e sentite sui formaggi!

 

Eppure forse non li conosciamo così bene.

 

Partiamo con quattro pregiudizi da sfatare, sul più nobile dei derivati del latte, grazie alle spiegazioni di Giorgio Donegani, direttore scientifico della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare.

 

Troppi grassi

 

Solo sulla carta! Se è vero che ne contengono molto (si va dal 19% circa della mozzarella al 33% del pecorino siciliano, passando per il 28% del grana), bisogna tenere presenti le abituali dosi di consumo: una porzione di carne si aggira sui 150 g, mentre una porzione abbondante di grana si ferma sui 50 g.

 

Fornisce molto colesterolo?

 

Ecco come convincersi del contrario: 100 g di coscia di tacchino cotta e privata della pelle contengono 108 mg di colesterolo; 100 g di filetto di vitello alla piastra ne danno quasi 100 mg, una porzione di gorgonzola (70 g) ne apporta meno di 50 mg.

 

Niente muffe ai bambini!

 

Non c’è motivo per cui i più piccoli, anche di soli 3 anni, non possano gustare un buon erborinato.

 

L’azione della muffa rende il formaggio più digeribile e non produce alcuna sostanza negativa.

Buoni a fine pasto

Non è consigliabile servire i formaggi a fine pasto, se sono in aggiunta a carne o pesce: si rischia di ingerire troppe proteine e di affaticare la digestione.

Il formaggio è un’ottima fonte proteica e costituisce da solo un vero e proprio secondo piatto.

 

Formaggi freschi e formaggi stagionati

 

Ci sono una infinità di formaggi, stagionati, semistagionati e freschi.

In questa pagina ve ne presenterò solo alcuni con qualche consiglio gustoso.

 

FORMAGGI FRESCHI

  1. Caprino : di latte vaccino o caprino, è facilmente spalmabile. Si gusta condito con olio e pepe oppure aromatizzato con erba cipollina o prezzemolo.

     

     Caprino in bicchiere :

mescolate un peperone giallo tagliato a dadini con 150 gr di caprino, un    cucchiaino di paprika e sale. 

Quindi amalgamate altri 150 gr di caprino con era cipollina sminuzzata.

A questo punto tostate in padella tre fette di pane in cassetta tagliate a dadini con due fette di prosciutto crudo tagliate a listarelle.

Prendete quindi 4 coppe e distribuite uno strato di pane, uno di caprino ai peperoni, uno di prosciutto e uno di caprino con era cipollina.

 

2.  Ricotta: indispensabile per il ripieno dei ravioli di magro e nella farcia di torte

      salate, è  fondamentale ingrediente di dolci e creme.

 

3.  Quartirolo : prodotto nei mesi autunnali nelle zone del Taleggio, ha  

     consistenza gessosa. 

     Ottimo aggiunto a cubetti nelle insalate e per la mantecatura di risotti.

 

4.  Stracchino :  Chiamato anche crescenza ha una piacevole nota acidula che

     bene si accompagna alle verdure crude .

     Ottimo anche accostato a composte dolci.

     

     Millefoglie di stracchino

Per prima cosa spuntate una zucchina, mondatela e tagliatela a rondelle molto sottili.

Tagliate quindi 200 gr di stracchino in modo da ricavare delle fette non troppo sottili delle stesse dimensioni delle rondelle di zucchine.

Componete a questo punto tante millefoglie alternando zucchina e stracchino.

Condite con un filo di olio evo spezie a piacere (consiglio del timo fresco e pepe rosa).

 

5.  Tomino fresco : di latte vaccino, puoi aromatizzarlo con peperoncino tritato,

     paprica e prezzemolo tritato, olio, aceto, acciughe e capperi.

 

6.  Robiola : perfetta da gustare con le insalate verdi miste. E' ottima da spalmare

     su crostini e per farcire fettine di salmone affumicato.

 

     Baci di noci e robiola

Innanzitutto sgusciate con delicatezza 20 noci cercando di mantenere i gherigli integri.

Montate quindi 200 gr di robiola con 1 cucchiaio di Porto bianco e del pepe nero.

A questo punto formate, aiutandovi con un cucchiaio da gelato o normale, 20 polpettine di robiola.

Quindi, delicatamente, accostate, premendo leggermente ai due emisferi di ciascuna polpettina 2 gherigli di noce.

Spolverizza la sommità di ciascun bocconcino con erba cipollina tagliuzzata.

 

FORMAGGI STAGIONATI 

 

  1. Camembert : È il formaggio tipico della Normandia, noto per la muffa bianca

     che lo ricopre.

     Disponilo a fettine su patate cotte al cartoccio o su fette di polenta calda.

 

2.  Fontina : dolce, aromatico e facile a fondersi, è il più conosciuto formaggio

     della Valle d'Aosta.

     Provala nella polenta concia, come base della classica fonduta valdostana

     oppure nelle torte salate e nel gratin.

 

Fontina e spinacini

 

Per prima cosa rosoliamo 8 fettine di pancetta tesa in un padellino antiaderente e mettiamole a sgocciolare nella carta assorbente, quindi tagliatele a dadini.

Tagliamo 24 fettine sottilissime di fontina e mettiamo da parte.

Laviamo e asciughiamo 50 gr di spinacini novelli.

A questo punto prepariamo il piatto alternando la fontina con qualche foglia di spinacino e con i quadratini di pancetta.

Fissiamo i bocconcini con gli stecchini e e serviamo il tutto con una vinaigrette .

 

3.  Casera : insieme al bitto è il più noto formaggio della Valtellina.

     Indispensabile ingrediente dei pizzoccheri valtellinesi e immancabile con la

     polenta taragna.

 

4.  Pecorino stagionato : romano, sardo, toscano o siciliano, è uno dei formaggi

     più versatili.

     Spolverizzato sulla pasta è un classico, tagliato a bastoncino con 1 fettina di  

     pera, miele e nocciole tritate è una delizia.

 

Barchette di datteri e pecorino :

 

Per prima cosa incidiamo 16 datteri fresco a metà da un solo lato in senso verticale, ed eliminiamo il nocciolo.

Quindi mettiamo in ciascun dattero un cucchiaino di camembert e qualche goccia di brandy.

Tagliamo ora 100 gr di pecorino stagionato a scaglie.

Disponiamo le scaglie di pecorino sul camembert e guarnisci con 1 bacca di ginepro.

 

5.  Roquefort : concorrente francese del Gorgonzola, è prodotto con latte di

     pecora.

     Da provare su semplici crostini oppure come condimento per gnocchi e

     pastasciutta.

 

ABBACCHIO AL FORNO

ABBACCHIO AL FORNO

Ricetta e preparazione

 

Un abbacchio alla romana fatto a regola d’arte (un prodotto che gode della denominazione igp) è una specialità che segue tradizioni antiche e stagionalità (pecore allevate allo stato brado, che brucano nei pascoli aperti del Lazio).

 

INGREDIENTI

 

1 chilo di coscia di agnello con l'osso

 

un mazzo di rosmarino fresco

 

2 spicchi di aglio schiacciati

 

olio extra vergine d'oliva

 

5-6 patate

 

un bicchiere di vino bianco secco

 

sale, pepe e carta di alluminio

 

PREPARAZIONE

 

Per prima cosa praticate almeno tre incisioni con il coltello sulla coscia in modo da creare tre tasche.

 

Quindi prendiamo l'aglio e gli altri odori, li tritiamo finemente e li andiamo ad inserire nelle tasche.

 

Ora prendiamo l'abbacchio e lo posizioniamo in una teglia da forno, lo bagniamo di olio e lo copriamo con l'alluminio facendo attenzione a lasciare lo spazio per le patate.

 

Nel frattempo preriscaldiamo il forno a 200 C ventilato.

 

Ora prepariamo le patate.

 

Innanzitutto laviamole bene, tagliamole a spicchi mantenendo la buccia e posizioniamole intorno l'abbacchio.

 

Inforniamo per 30 minuti.

 

Terminato il tempo eliminiamo il foglio di alluminio, giriamo le patate e versiamo il bicchiere di vino.

 

Poi lasciamo cuocere per ulteriori 30 minuti in modalità statico.

 

Terminata la cottura rimuovete la carne e la patate e lasciate intiepidire.

 

Posizionate la teglia sul fuoco e al sughetto che si è formato aggiungete un cucchiaino di farina e lasciate addensare.

 

Servite l'abbacchio a pezzi con la salsa a parte.

 

Buona tradizione romana da Melocucinodame

 

Un abbraccio Daniele

 

pasta arricchita da farina d’orzo

pasta arricchita da farina d’orzo

Un altro articolo sulla pasta, interessante, formativo e educativo sulla portata principale del nostro bel paese

Un piatto di pasta risolve letteralmente qualsiasi situazione: un pranzo al volo, la fame chimica notturna e da oggi anche il rischio infarto.

Almeno stando a un gruppo di ricercatori toscani, che ha sviluppato un nuovo tipo di pasta capace di prevenire gli attacchi di cuore.

Quindi sotto con pasta al pomodoro, alla norma o una bella cacio e pepe, perché se questa pasta dovesse un giorno essere commercializzata potrebbe davvero prevenire il rischio di malattie cardiache.

Gli scienziati l’hanno addirittura paragonata a un bypass naturale, ma spieghiamo perché farsi un’amatriciana potrebbe salvare la vita.

La pasta salvavita

A fare la scoperta l’Istituto di Scienza della Vita della Scuola Superiore di Sant’Anna che, con uno studio pubblicato su Scientific Reports, ha parlato per la prima volta di una pasta funzionale.

Uno speciale tipo formato dalla classica semola di grano duro e farina di orzo piena di beta glucano, una fibra alimentare speciale amica del cuore perché responsabile di far cresce nuovi vasi sanguigni.

Questi vasi sanguigni sono dei bypass naturali che vengono creati una volta che arriva l’attacco di cuore.

In più la pasta incrementerebbe anche lo sviluppo di una molecola che protegge dagli effetti d’ischemia le cellule che rivestono le coronarie.

Per ora questa pasta è stata testata sui topi da laboratorio: un gruppo è stato nutrito con quella speciale, mentre il gruppo di controllo ha mangiato pasta normale.

E i risultati sono stati molto incoraggianti.

La pasta piena di beta-glucano renderebbe il corpo più resistente allo stress e proteggerebbe le coronarie.

Per aumentare i rami delle coronarie collaterali sono state testate molte altre strategie invasive in passato, – così afferma Vincenzo Lionetti, il professore che ha guidato lo studio – fra cui interventi chirurgici e terapie genetiche.

“Ma per quanto ne sappiamo, questo è il primo studio che dimostra che una dieta basata sulla pasta arricchita con beta-glucano aumenta in modo sano i collaterali della coronarie….e riduce la mortalità”.

Insomma una buona notizia per i pazienti a rischio che potrebbero in questo modo far prevenzione facendo la cosa che riesce meglio agli italiani: mangiare tantissima pasta.

Fonte articolo Roberta Abate

CALAMARATA ALLA CREMA DI SCAMPI

CALAMARATA ALLA CREMA DI SCAMPI

Il gusto del cambiamento

Non smetterò mai di ripeterlo, il bello del cucinare è sale cambiare anche senza stravolgere tutto, ma cambiare

 

Ricetta anche questa molto classica, unica differenza, la pasta.

 

Anziché utilizare il riso ho deciso di utilizzare con la nostra crema di scampi la calamarata di Gragnano

 

INGREDIENTI

 

400 gr di calamarata

 

800 gr di scampi freschi

 

180 gr di passata di pomodoro

 

un bicchierino di cognac

 

Per il brodo :

 

Una cipolla

 

Una carota

 

Un gambo di sedano

 

Un bicchiere di vino bianco

 

Sale/pepe

 

Una noce di burro

 

Olio evo

 

PREPARAZIONE

 

Per prima cosa puliamo gli scampi conservando le teste e il loro carapace. Conservatene almeno uno per piatto per decorazione.

 

Mettete da una parte gli scampi e procediamo con gli "scarti".

 

Immergeteli in un litro e mezzo di acqua e aggiungete la cipolla tagliata a pezzi grossi, la carota, il sedano un bicchiere di  vino bianco e un pò di sale e pepe.

 

Quindi lasciate cuocere  per almeno per 40 minuti.

 

Una volta terminato il tempo, frullate tutto con un minipimer e poi ripassate la crema ottenuta con un passa verdure e lasciate da parte.

 

In una padellina rosolate un pò di aglio in olio extravergine.

 

Una volta dorato, togliete l’aglio e aggiungete gli scampi sgusciati e quelli interi e insaporite per un minuto, unite il cognac e lasciatelo evaporare.

 

Rimuovete gli scampi interi

 

Unite la passata e cuocete per una decina di minuti.

 

Unite il tutto al fumetto precedentemente ottenuto in un grosso tegame.

 

Nel frattempo mettete a bollire l'acqua per la pasta.

 

Scolate quindi la pasta al dente, aiutandovi con una schiumarola, nel tegame con la crema di scampi.

 

Continuate la cottura della pasta nella crema di scampi, se necessario aggiungete un mestolo di acqua di cottura.

 

Servite e gustate la vostra calamarata alla crema di scampi.

 

Ciao da Melocucinodame.

SPEZZATINO DI VITELLA CON PATATE

SPEZZATINO DI VITELLA CON PATATE

Ingredienti e preparazione

 

Quando si parla di tradizioni della buona cucina, al primo posto troviamo sempre il nostro Bel Paese.

 

Un paese ricco di profumi e di sapori.

 

La ricetta che vi propongo oggi mi è stata richiesta, e ad una richiesta culinaria non mi tirerò mai indietro.

 

Lo spezzatino di vitello con patate viene realizzato con dei tocchetti di carne di vitello, che vengono cotte in tegame insieme alle patate: il risultato finale è sicuramente un piatto super profumato, dal sapore ricco e corposo: non può mancare la scarpetta con il pane per assaporare il delizioso sughetto cremoso

 

INGREDIENTI

 

800 g di polpa di vitello

 

250 g di passata di pomodoro olio extravergine d'oliva

 

1 cipolla

 

1 carota

 

1/2 bicchiere di vino bianco

 

4 patate

 

50 g di burro

 

60 g di farina

 

q.b sale

 

q.b pepe

 

1 rametto di rosmarino

 

PREPARAZIONE

 

Su un fuoco di media intensità ponete una pentola con l'olio extravergine d’oliva e il burro e, quando quest’ultimo si sarà sciolto, aggiungete cipolla e carota tagliate finissime.

 

Appena la cipolla risulterà dorata, aggiungete la carne tagliata a dadi e leggermente infarinata.

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Quindi fatela dorare su tutti i lati, quindi aggiungete il vino bianco, la conserva di pomodoro, il sale e il pepe e mescolate.

 

Quando la salsa risulterà densa e il liquido sarà stato assorbito, aggiungete le patate pelate e tagliate a pezzi.

 

Versate una quantità d’acqua sufficiente a ricoprire interamente la carne e fate cuocere a pentola scoperta per 45/50 minuti.

 

A questo punto aggiungere del rosmarino.

 

Quando la carne e le patate saranno divenute tenere, togliete la pentola dal fuoco e servite lo spezzatino caldo magari con del pane bruscato affianco .

 

Buona tradizione con Melocucinodame

 

un abbraccio Daniele

10 cose che (forse) non sai sulla pasta

10 cose che (forse) non sai sulla pasta

Buon giorno a tutti oggi vi voglio riportare un articolo tratto da Focus su aspetti e curiosità della pasta

 

Buona lettura (alla fine della pagina troverete il link diretto)

 

1 CHI HA CUCINATO I PRIMI SPAGHETTI? I primi spaghetti erano chiamati “vermicelli”, e da secoli si discute se siano stati inventati dai cinesi o dai siciliani: oggi si ritiene che si siano diffusi indipendentemente, in entrambe le aree geografiche. Quello che invece è certo è che a portare in Sicilia l’usanza di cucinare pasta secca sono stati gli Arabi. Una delle prime testimonianze scritte sui vermicelli secchi commestibili risale infatti a una sorta di “guida turistica” arabo-siciliana del 1154. e una versione della pasta potrebbe essere stata mangiata dai Greci già nel 1 secolo d. C.. C'era anche la tradizione, tutta romana, di mangiare pasta fresca, come la lagana, una specie di grande lasagna: una sfoglia di farina di grano impastata con lattuga, aromatizzata con spezie e fritta nell’olio di oliva.

 

2 E LA PASTA NAPOLETANA, QUANDO ARRRIVA? Già tra il 1200 e il 1300 a Genova si produceva pasta secca in grandi quantità, mentre a Napoli il passaggio della pasta ad alimento popolare avvenne solo alla fine del 1500, quando cominciò a essere venduta nei chioschi lungo le strade, e mangiata con le mani, liscia o condita con il formaggio. Il pomodoro invece sposò gli spaghetti solo verso il 1800, quando pomodoro e basilico con un pizzico di sale diventarono il condimento scelto dai venditori all’aperto napoletani per condire i maccheroni: una novità, visto che la pizza comincerà a unire il pomodoro alla mozzarella solo verso la metà del secolo.

 

3 IMPASTATA COI PIEDI. Racconta la studiosa italo-americana Julia della Croce, che fino al XIX secolo la produzione della pasta veniva affidata a lavoratori a piedi scalzi che si ritrovavano al ritmo della musica del mandolino: durò finché il re di Napoli, Ferdinando II (1830-1859), pensò che fosse meglio assumere un ingegnere per progettare un nuovo sistema... più igienico.

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4 I NEMICI DELLA PASTA. Alcuni personaggi storici pensavano che la pasta potesse causare malattie mentali. Il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer la definì “l’alimentazione dei rassegnati”, mentre il partito fascista ritenne che la pasta rendesse le persone troppo rilassate e pigre. Negli anni Trenta il poeta Filippo Tommaso Marinetti, nel Manifesto della Cucina Futurista, auspicò una vera e propria crociata contro gli spaghetti, accusando la pasta di uccidere l'animo nobile, virile e guerriero degli italiani. Ne propose addirittura l'abolizione che, a parere suo e di Benito Mussolini ispiratore della polemica, avrebbe liberato l'Italia dal costoso grano straniero e favorito l'industria italiana del riso. Andò a finire con Marinetti fotografato nel ristorante Biffi di Milano nell'atto di mangiare un bel piatto di spaghetti (quando si dice la coerenza), a cui seguì lo sfottò popolare.

 

5 COTTURA INTELLIGENTE. Aspettare che l’acqua bolle per gettare la pasta non è il modo più intelligente di cuocere la pasta. La cottura infatti dipende solo dalla temperatura raggiunta e non dal fatto che l’acqua vada in ebollizione. Il chimico Dario Bressanini propone un metodo di cottura più scientifico: buttare la pasta prima che l’acqua arrivi all'ebollizione. “Ho provato - scrive - a buttare pasta e sale dopo 8 minuti, con l’acqua a 80 °C. Ho poi continuato a scaldare, col coperchio, sino all'ebollizione per poi spegnere il gas. Sette minuti dopo la pasta era pronta”.

 

6 QUANTE PASTE ESISTONO?Secondo alcune stime esisterebbero ben 350 forme e tipi di pasta.

 

7 COME RICONOSCERE LA PASTA DI QUALITÀ? Sono almeno 3 i parametri da tenere in considerazione per una pasta di qualità. Il primo è la quantità di proteine: il contenuto minimo deve essere 10.5% (11.5% per la pasta di semola integrale). Quando sull’etichetta si trova un valore di proteine del 13.5% vuol dire che è un’ottima semola. Il secondo elemento è la trafilatura: quella migliore è realizzata con trafile in bronzo. Poi c’è la temperatura del ciclo di essiccazione, che però non è riportata in etichetta ma è una caratteristica importante, perché da essa dipendono le caratteristiche fisiche e quelle nutrizionali della pasta. Molto dice poi l’acqua di cottura: più è limpida (calcare a parte), meno amido e proteine ha perso la pasta durante il processo di cottura.

 

8 PASTASCIUTTA O PASTA ASCIUTTA?. Sì, si può scrivere in entrambi i modi: l’aggettivo "asciutta" deriva dal fatto che la pasta, a differenza delle minestre, è senz’acqua, che viene “scolata”. Mentre cottura “al dente” significa che la pasta deve conservare un pizzico di resistenza quando viene mangiata. A proposito: la pasta al dente è anche più facilmente digeribile: la rete di glutine trattiene al proprio interno i granuli di amido, rendendolo assimilabile in modo graduale.

 

9 CIBO DA ESPLORATORI. La pasta secca, grazie alla sua proprietà di distanze senza comprometterne l’edibilità. La pasta può essere cotta con qualche tipo di grasso e sale e verdure, legumi, carne o pesce per un pasto soddisfacente.

 

10 INGREDIENTI. Il grano duro è l’ingrediente principale della pasta. Un grano di buona qualità deve avere una proporzione di amido e proteine tale da garantire la formazione di un buon impasto, garanzia di tenuta di cottura.

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