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SA PRAZZIRA…UNA SARDA A ROMA

SA PRAZZIRA…UNA SARDA A ROMA

Sa prazzira...passeggiate in Italia

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Il bello di parlare di cucina è conoscere nuove persone, nuove amicizie e nuove tradizioni.

 

Così per caso incontri una cuoca sarda in giro per Roma.

 

Immediatamente le chiedo - è un gioco che adoro fare - "dimmi il primo piatto che ti viene in mente" e lei risponde "sa prazzira"

 

Il punto interrogativo che compare sulla mia testa è significativo...beata ignoranza, così inizia a spiegare.

 

Mustazzeddu o prazzira, o pani cun tammatta, siamo in Sardegna

 

Sa prazzira è tipica di San Vito, dove si svolge anche un importante sagra, Sagra de sa prazzira e de sa pezz’e craba (carne di capra).

 

A San Vito questa pizza viene farcita con pomodori e melanzane, o in alcuni casi anche con altri ingredienti, si condisce poi con basilico, aglio a piacere e un buon olio extravergine.

Nel Sulcis Iglesiente, come raccontavo prima, il suo nome è Mustazzeddu e si prepara con i pomodori ma senza melanzane.

Si narra che ad inventarla siano state le suore, durante lunghi periodi di magra in modo da poter portare ai più poveri un piatto unico, al posto del semplice pane.

 

Queste suore, armate di amore, fede e generi alimentari base, quali farina, pomodori e quant'altro, andavano girando per i paesi aiutando le persone più povere proprio utilizzando la case di queste come base.

Favola, leggenda o verità? Non mi interessa perché mi ha regalato un sorriso

 

 

 

 

 

 

Ingredienti e preparazione

 

INGREDIENTI

1/2 kg semola

1/2 kg farina macinata pietra

3 cucchiaini sale

2 cucchiaini zucchero

750 ml acqua tiepida

25gr l'invito di birra

 

PREPARAZIONE

 

Sciogliere il lievito con poca acqua e lo zucchero

Impastare le farine con l'acqua rimanente e il sale

Dopo qualche minuto aggiungere il lievito e continuare l'impasto

Dividere in in due panetti e far lievitare qualche ora

Preparare i pomodori tagliati a pezzetti e farli scolare, aggiungere sale aglio e basilico

Tagliare a cubetti le melanzane aggiungere sale e farle scolare con un peso sopra

Mettere in padella una cipolla e le melanzane scolate dalla loro acqua e scottarle qualche minuto con un filo d'olio

Stendere con le mani la pasta (senza mattarello) e riempirlo con i due diversi ripieni, chiudere i bordi pizzicando la pasta lasciando il foro centrale

Infornare a 200° per 40 minuti

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Buon companatico con la Melosaprazzira di Lucia Ghiani

http://www.melocucinodame.it/house-course/

Un abbraccio Daniele 

SCIATT DI GRANO SARACENO

SCIATT DI GRANO SARACENO

Curiosità sugli sciatt di grano saraceno, ovvero i rospi della valtellina

 

Gli sciatt di grano saraceno sono delle frittelle di farina contenenti all'interno del formaggio fuso.

 

Sono tipici della Valtellina e, in verità, la parola significa - nel loro dialetto - "rospi"

 

In realtà i nostri rospi sono un piattino sfizioso da fare velocemente per un finger food o per una apericena.

 

Personalmente li preparo per "bloccare" l'appetito in attesa di preparazioni più lunghe.

 

Divertenti e buoni, accompagnati su un letto di scarola saltata in padella.

 

Allora, che si fa? Sciattiamo?

 

 

INGREDIENTI E PREPARAZIONE PER GLI SCIATT DI GRANO SARACENO

 

INGREDIENTI

 

200 g di farina di grano saraceno

 

100 g di farina 00 o fecola di patate

 

250 g di fontina

 

1 lt di acqua gassata gelata

 

1/2 cucchiaino di bicarbonato

 

olio di semi di arachidi per friggere

 

1/2 testa di verza

 

1 cucchiaio di uvetta reidratata

 

1 cucchiaio di pinoli

 

200 gr di purea di patate 

 

30 g di burro

 

olio evo, sale e pepe qb

 

PREPARAZIONE

 

Iniziamo con la preparazione

 

Pulire la verza, lavarla e asciugarla.

 

Tagliarla a listarelle e saltarla in padella con un filo d'olio.

 

Salare e unire, fine cottura, l'uvetta e i pinoli tostati.

 

Tenere in caldo nel forno spento.

 

Prendere ora una ciotola capiente e aiutandosi con una frusta mescolare le due farine e versare a filo l'acqua gassata.

 

Dovrete ottenere un impasto omogeneo, morbido, ma non troppo liquido, è ovvio che non dovrete utilizzare tutta l'acqua.

 

Salare, unire il bicarbonato amalgamando un po', coprire e far riposare per 20 minuti in frigorifero.

 

Nel frattempo tagliare il formaggio a cubetti.

 

Prendere una pentola capiente e versarci dentro l'olio di semi portandolo ad una temperatura di circa 180° centigradi.

 

Riprendere il nostro composto, prelevare piccole parti di pastella con un cucchiaio, inserire al centro un cubetto di formaggio e ricoprire con un  altro poco di pastella.

 

Lasciare scivolare il tutto nell'olio caldo cercando di avvolgere completamente il formaggio

 

Una volta dorati, scolare gli sciatt dall'olio e servirli caldi con la purè di patate e la verza saltata.

 

Buon appetizer con MelocucinodaMe 

 

Grazie per la lettura e se volete lasciate un commento 

 

Daniele

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ROTOLO DI PESCE SPADA IN STRACCIATELLA

ROTOLO DI PESCE SPADA IN STRACCIATELLA

PARTENDO DAL PESCE SPADA A....

 

Non sempre il traffico si deve rivelare una grande frustrazione

 

A volte quando sei nel traffico riesci a pensare magari con la musica giusta, oppure pensando come potresti stupire i tuoi commensali.

 

Qui inizi a pensare a quello che hai comprato il giorno prima, avevi una bella fetta di pesce spada e un'altra mezza

 

Abbiamo pesce spada, abbiamo le melanzane quelle lunghe, potremmo fare un rotolo al forno di pesce spada e melanzane

 

E per dare un po' più di sapore potremmo usare la stracciatella e magari colorire il piatto con della salvia pastella

 

In questo modo la nostra attesa il nostro traffico non sarà stato inutile ma passiamo agli ingredienti

 

 

INGREDIENTI

 

Ci occorrono

 

600 g circa di pesce spada

 

400 g di melanzane lunghe

 

350 g di stracciatella

 

Un po' di farina per ripassare il pesce spada

 

Cinque foglie grandi salvia

 

Un po' di acqua e farina per la pastella

 

Olio di semi di mais

 

Sale pepe qb

 

 

PREPARAZIONE

 

Per prima cosa preriscaldiamo il forno a 180ª C ventilato

 

Quindi puliamo le melanzane della buccia aiutandoci con un pelapatate

 

Tagliamo quindi delle fette per la loro lunghezza

 

Poniamo le fette in una teglia da forno e inforniamo per 15 minuti

 

Nel frattempo mettiamo un foglio di carta forno su un tagliere e ci posizionano sopra il pesce

 

Puliamolo della pelle e dell'osso centrale

 

Aiutandoci con un batti carne lo battiamo bene per assottigliarlo

 

Quando le melanzane saranno cotte le lasciamo intiepidire qualche minuto quindi le posizioniamo sul pesce spada

 

Arrotoliamo ogni fetta di pesce , la fermiamo in tre punti con l'aiuto di uno stuzzicadenti e tagliamo il rotolo ottenuto in tre parti

 

Ripetiamo la stessa operazione per le altre 2 fette

 

Prendiamo ogni rotolino ottenuto e lo passiamo nella farina

 

Quindi poniamo in una teglia da forno già unta, mettiamo un po' di sale, un po' di pepe, un filo di olio evo e inforniamo per 15 minuti

 

Mentre il pesce spada si cuoce prepariamo la pastella solo con farina e acqua e un filo di aceto di mele - deve rimanere molto densa

 

Mettiamo in un pentolino l'olio di mais appena raggiunto la temperatura passiamo la salvia nella pastella e immediatamente nell'olio bollente

 

Di volta in volta scoliamo il fritto e lo mettiamo da parte

 

Ora prendiamo la stracciatella e con l'aiuto di un miniimer la frulliamo

 

A questo punto il pesce spada sarà cotto, la salvia è pronta e anche la stracciatella

 

Prendiamo un po di quest'ultima, sopra poniamo un rotolino e vicino due frittimi di salvia.

 

Buon appetito con MelocucinodaMe

 

Un abbraccio Daniele

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SODA BROWN BREAD

SODA BROWN BREAD

SODA BROWN BREAD - LA SUA STORIA

L’irish soda bread compare nelle cucine irlandesi a metà del 1800 circa, quando inizia l’utilizzo del bicarbonato di sodio come agente lievitante.

Originariamente veniva cotto su una teglia appesa sopra il focolare ed era il pane quotidiano delle famiglie.

L’usanza di praticarvi una croce sul dorso non ha – come si potrebbe pensare - origini religiose, ma è sempre stato un metodo pratico per avere del pane già porzionato una volta cotto. 

 

Il metodo di produzione di massa venne sviluppato a livello commerciale dopo la Seconda guerra mondiale per produrre il pane rapidamente e a basso costo.

La rivoluzione della cottura al forno è un gradito ritorno alle origini.

In questi anni c’è un grande ritorno al soda bread integrale, simbolo della migliore tradizione locale.

Questo prodotto è infatti un carboidrato complesso, ricchissimo di fibre, che sazia molto più a lungo di una fetta di pane bianco industriale. Senza dimenticarne il sapore, decisamente più gustoso.

 

Esistono molte ricette di soda bread, ognuna con ingredienti vari, ma l’originale pane irlandese è preparato con semplici e pochi ingredienti.

Questo alimento è tanto famoso da aver generato la Associazioni per la tutela e la promozione dell’original soda bread, dove tassativamente vengono esclusi tra gli ingredienti della ricetta uvette, uova,  zucchero.

Quando si utilizza solo farina bianca, si ottiene il classico “Irish Soda Bread”;  se nell’impasto è presente un mix di farina bianca e integrale, si ottiene il “Brown Bread” così come viene classificato nella ricette di un famoso libro di cucina irlandese “The art of Irish cooking”.

 

Un pane semplice, dalla consistenza diversa rispetto a un pane lievitato con lievito di birra o madre, ma con le stesse caratteristiche di “crescita” in cottura di un pane tradizionale.

Veloce da preparare, è solitamente consumato a colazione. generalmente la farina manitoba si mescola a una farina integrale e dopo aver aggiunto il sale, si uniscono anche bicarbonato e latte, che insieme fungeranno da agente lievitante.

L’acido sprigionato dal latte, infatti, permette al bicarbonato di lievitare, in questo modo non è necessaria l'aggiunta del lievito.

Il segreto per ottenere un ottimo soda bread, però, è lavorare pochissimo l’impasto e infornarlo subito.

Il risultato sarà un pane morbido e farinoso, caratterizzato dalla tipica croce sulla superficie, perfetto per essere spezzato in quarti, guarnito con burro e marmellata e magari accompagnato da un thè caldo. 

http://www.turismo.it/oltreconfine/articolo/art/soda-bread-semplicemente-irish-e-senza-lievito-id-9989/

 

INGREDIENTI E PREPARAZIONE

 

INGREDIENTI

 

400 GR di farina integrale

 

50 GR di farina tipo 0

 

50 GR di fiocchi di avena 

 

1 cucchiaino di sale

 

1 cucchiaino di bicarbonato di sodio

 

2 cucchiai di miele (personalmente utilizzo miele di acacia)

 

450 ml di latte di soia

 

succo di mezzo limone

 

PREPARAZIONE

 

Prendete una ciotola abbastanza grande e versateci dentro il latte di soia e il miele, agitate bene con una frusta e sciogliete il miele

 

Preriscaldate il forno a 200ª C statico

 

Aggiungete quindi il bicarbonato di sodio e continuate ad agitare

 

Unite il succo di limone, mescolate bene

 

Incorporare le due farine, il sale e i fiocchi di avena

 

Mescolate energeticamente questa volta aiutandovi con un cucchiaio 

 

Ungete quindi uno stampo con bordi alti che possa contenere la lievitazione del pane.

 

Infornate per 45 minuti 

 

Sfornate e lasciate riposare fino a quando non si sarà intiepidito , servite con delle salse o delle gelatine di frutta 

 

Buon appetito da MelocucinodaMe, o te lo cucini, o te lo cucino

 

un abbraccio Daniele

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PINSA ROMANA – secondo me

PINSA ROMANA – secondo me

BREVE STORIA DELLA PINSA

La Storia della Pinsa

 

Gli Dei restavano a guardare ma ai Romani interessava poco: l’importante era che l’offerta fosse gradita ai sacerdoti, una delle caste che nell’Urbe faceva il bello ed il cattivo tempo.

 

E quella pinsa – sulla quale si poggiavano verdura, piccoli pezzi di carne o frutta – piaceva tanto, nel tempio di Giove, a sacerdoti e vestali: una scottatina al fuoco dell’ara e, tirato il velario, il pranzo era pronto.

 

La schiacciata (pinsa da pinsère, schiacciare, pestare) veniva da fuori le mura, dai contadini della campagna romana che impastavano cereali, sale ed erbe aromatiche, e mettevano sui carboni ardenti quella focaccia bassa e ovale.

 

I cereali che venivano usati erano per lo più miglio, orzo, avena e solo successivamente il farro.

 

Il farro è stato molto importante perché progenitore dell’attuale frumento.

 

Selezioni e incroci tra diversi tipo di farro portarono al frumento.

 

Con i Romani il frumento divenne il cereale più importante.

 

I Romani comunque utilizzavano molto il farro e lo chiamavano “far” da cui forse l’attuale termine di farina che in effetti si ottiene dal grano duro o tenero.

 

Sicura antenata della pizza è proprio la focaccia di epoca romana.

Virgilio descrive le azioni di un contadino che macina una certa quantità di chicchi di frumento, setaccia la farina che ha ottenuto, la impasta con acqua, erbe aromatiche e sale e ne ottiene una focaccia sottile che fa cuocere al calore della cenere su una pietra.

 

Enea appena sbarcato a Lavinio – dice Virgilio – fu tra le prime cose che addentò.

  

Il termine pizza deriva quindi molto probabilmente da “pinsa”, da participio passato pinsum (o pistum) del verbo latino pinsere, che significa schiacciare, macinare, pestare.

 

Oggi, con una operazione di archeologia gastronomica, un esperto tecnico della panificazione e pizzeria romana, Corrado Di Marco, ha riportato alla luce la pinsa dell’antica tradizione latina.

 

 

La Storia della Pinsa

 

 

UNA PASSEGGIATA LUNGO I FORI

fori romani

 

Spesso chiedo consigli per la cucina, cosa cucinare e come.

 

Cercare di carpire i segreti di grandi chef, le loro idee

 

Proprio da ciò nasce questa passeggiata

 

Ho chiesto pochi giorni fa ad un mio amico chef come gli venissero le idee di "cosa" cucinare

 

Lui mi ha risposto che spesso trova le idee facendo delle lunghe passeggiate, pensando alle materia prime che vorrebbe cucinare e come accostarle.

 

Cosí ho fatto

 

Parcheggiato dietro il Colosseo, da romano de Roma, e sono andato a fare una passeggiata lungo i Fori.

 

Uno spettacolo della vita pulsante della Roma antica.

 

Nell’anno stesso in cui fu proclamato Augusto (27 a.C.), Ottaviano Augusto pose mano alla risistemazione dell’Impero.

 

Cominciò dalla capitale: è ben noto il passo delle sue memorie nel quale afferma  di aver trovato una Roma di mattoni e di lasciare una Roma di marmo.

 

Dopo aver avviato innanzitutto la ristrutturazione dei santuari, con oltre 80 edifici di culto rifatti, più ricchi e più belli, Augusto concentrò la sua attenzone sul complesso dei Fori.

 

Nei Fori si svolgevano le principali attività pubbliche: nelle basiliche veniva amministrata la giustizia; altri edifici ospitavano il senato, biblioteche, terme, templi; in aree di mercato collegate al porto sul Tevere si praticava il commercio.

 

Cosí tra semi centurioni, turisti completi di macchina fotografica a scatto compulsivo e aria di Impero, ho deciso ...cucinerò la mia pinsa

 

 

PREPARAZIONE DELLA PINSA ROMANA

 

INGREDIENTI 

 

350 GR DI FARINA DI MANITOBA

 

70 GR DI FARINA DI RISO INTEGRALE

 

30 GR DI FARINA DI SOIA

 

1 CUCCHIAINO DI LIEVITO MADRE ESSICCATO

 

330 GR DI ACQUA FRIZZANTE GELATA

 

1/2 CUCCHIAINO DI SALE

 

15 GR DI OLIO EVO

 

PREPARAZIONE

 

Prendete una ciotola abbastanza capiente 

 

Versate la farina di riso e la farina di soia

 

NB se non trovate né l'una e né l'altra vi basterà comprare i fagioli di soia e il riso integrale e tritarli insieme

 

Con una frusta fate unire insieme le due farine, quindi unite la farina di manitoba e continuate a mischiare

 

Aggiungete quindi il lievito e il sale e mischiate bene

 

Incorporiamo l'olio a filo senza fermarsi di mescolare sempre con la frusta

 

Quando l'olio sarà completamente assorbito aggiungiamo l'acqua

 

L'acqua la versiamo con una mano mentre impastiamo con l'altra (ps sempre nella ciotola)

 

Quando l'impasto sarà rappreso - rimane sempre un po molliccio differentemente da quello della pizza - infariniamo una tavola e lo riversiamo sopra

 

Continuate a lavorarlo per circa 5 minuti , quindi decidete: o cuocerete la pinsa per tutta la lunghezza dell'impasto ottenuto o fare delle pizzette o mini focacce

 

Dovete deciderlo ora perché ora dovete dividere l'impasto per fare delle piccole pizzette o una pinta grande

 

Una vota lievitato, se lo andate a rilavorare nuovamente non riuscirete più a stenderlo e dovrete aspettare qualche ora di nuova lievitazione

 

Ok abbiamo felicemente optato e di comune accordo per un impasto unico

 

Lo prendiamo, lo posizioniamo in un contenitore con alla base una spolverata di farina e lo copriamo con della pellicola oleata.

 

Lo lasciamo lievitare un ora lontano da fonti calore, quindi lo mettiamo in frigorifero per 48/72 ore

 

Finito il tempo di lievitazione, preriscaldiamo il forno a 200 º C statico

 

Prendiamo una teglia capiente e la ungiamo per bene, quindi poniamo dentro l'impasto e lo stendiamo con le mani, spingendo bene con tutta la parte delle dita - non usare i palmi

 

Sopra mettete un filo di olio e un pizzico di sale fino 

 

Infornate per circa 15 minuti o comunque controllate la doratura dei bordi.

 

A meta cottura sfilate la teglia e rinfornate dal lato opposto

 

Buona pinsa e come sempre o te lo cucini o te lo cucino 

 

Un abbraccio 

 

Daniele

 

 

 

FISH AND CHIPS

FISH AND CHIPS

FISH AND CHIPS

Quando pensi di non avere fame ma vorresti comunque qualcosa di sfizioso per accompagnare una buona birra ghiacciata 

 

un fish and chips è quello che ci vuole 

 

si prepara velocemente e lo mangi dentro il tuo bel cartoccetto 

 

gli diamo un nome in inglese ma il merluzzo fritto con le patate fritte rimane un vero e proprio Italian style

 

 

INGREDIENTI per il fish and chips e la salsina buona buona

 

  1. 500 gr di filetto di merluzzo freschi 

  2. 500 gr di patate gialle

  3. 100 gr di farina bianca

  4. 1 bicchiere di acqua frizzante

  5. 1 uovo ma solo il tuorlo

  6. 1/2 cucchiaino di lievito in polvere (tipo per pizza)

  7. olio di semi di arachide

  8. 1 cucchiaio di aceto (consiglio aceto di mele)

  9. 50 gr di alici sott'olio

 

 

PREPARAZIONE

Tagliare i filetti di merluzzo a listarelle larghe 2 cm e asciugarli con la carta da cucina

 

Pulire le patate, farle a fette e lasciarle sotto l'acqua corrente per almeno 15 minuti - in questo modo aumenteremo la croccantezza

 

In una ciotola setacciate la farina con un pizzico di sale

 

In una seconda ciotola mettete il lievito, un cucchiaino di aceto e l'acqua frizzante ghiacciata e mescolate

 

Unite il tutto alla farina e mescolate bene con la frusta per evitare la formazione di grumi.

 

Cominciate a friggere le patate, scolatele e mettetele al caldo nel forno spento ma chiuso

 

Immergete ora i filetti di merluzzo nella pastella ottenuta, estraeteli e immergeteli nell'olio caldo ( 180ª circa)

 

Lasciate cuocere per 5 minuti girandoli a metà cottura per dare una doratura uniforme.

 

Estraeteli dall'olio e asciugateli con la carta assorbente

 

A questo punto prendete un foglio di carta assorbente, costruite il vostro cartoccio e metteteci dentro un po' di patate, il merluzzo e altre patate

 

Buon appetito con melocucinodame

 

un abbraccio Daniele

 

Ah dimenticavo la salsina buona buona

 

per quella

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