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LINGUINE GAMBERONI E RUCOLA

LINGUINE GAMBERONI E RUCOLA

Le linguine

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Sono un tipo di pasta lunga di semola di grano duro.

 

La lunghezza è la stessa degli spaghetti ma, anziché avere la forma cilindrica, hanno sembianze piatte e appartengono alla stessa famiglia delle bavette (spaghetto schiacciato a sezione rettangolare, di medio spessore) e delle trenette (tipo di pasta che trova la sua origine a Genova )

 

La particolare conformazione di questo tipo di pasta ne predilige l'accostamento a sughi e condimenti a base di pesce.

 

In Liguria il condimento tipico per le trenette è il pesto.

 

Oppure se volete qualcosa di vengano potete seguire questa ricetta linguine con pesto alla genoveg

 

Vi riporto di seguito il link per delle ottime trenette al pesto originali

 

trenette al pesto

Ingredienti e preparazione

 

INGREDIENTI

 

gr.400 di linguine

 

8 gamberoni di mazara

 

Il gambero rosso di Mazara, o ammaru russu in siciliano, è una specie di gambero che viene pescato principalmente nelle acque del Mar Mediterraneo.

 

Una delle peculiarità è il suo colore, un rosso intenso e brillante, ed è apprezzato per la gustosità delle sue carni da tutti gli chef d’Italia.

 

Questa infatti risulta compatta e bianca, dal sapore unico ed inconfondibile.

 

Nei mesi caldi la testa del gambero si inscurisce per la presenza delle uova, definite anche “caviale di gambero”, usate anch’esse per ottenere prelibati primi piatti.

 

1\2 bicchiere di vino bianco secco

 

olio e.v.o.

 

1 fascetto di rucola

 

gr.80 di parmigiano a scaglie

 

2 limoni

 

1 spicchio di aglio

 

sale e pepe

 

PREPARAZIONE

 

Per prima cosa lavate la rucola e spezzettatela.

 

Quindi sbucciate un limone, tagliate la metà della buccia a pezzetti e grattugiate l’altra metà.

 

Spremete il 2° limone e mettete il succo da parte.

 

In una ciotola mettete l’aglio schiacciato privato dell'anima, 4 cucchiai di olio, il succo del limone, sale e pepe e mescolate il tutto.

 

Nel frattempo cuocete i gamberoni in padella con uno spicchio di aglio.

 

Bagnate con un po’ di vino bianco e fate sfumare.

 

Lessate le linguine per il tempo indicato, scolatele e conditele con l’emulsione preparata

 

Impiattate con gli scampi, con la rucola e spolverizzate con il parmigiano a scaglie.

 

Buone linguine con MelocucinodaMe 

 

Un abbraccio Daniele

LA PASTA E LE NUOVE FARINE

LA PASTA E LE NUOVE FARINE

Pastasciutta, l'esperto: quali fanno bene, quali evitare

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Buon giorno ho trovato molto interessante questo articolo tratto da liberoquotidiano.it e che riporto di seguito, alla fine troverete il link al sito ufficiale

 

Pastasciutta, l'esperto: quali fanno bene, quali evitare

Ci sono le tagliatelle al farro e i fusilli alla segale. Ma anche i rigatoni ai ceci e le mezze maniche ai piselli.

Due spaghi al pomodoro? Se cedete alla farina di kamut saranno anche più leggeri (e la linea vi ringrazierà).

Sulle tavole degli italiani c’è sempre più pasta integrale: lo dice una ricerca targata Doxa-Aidepi (un’associazione del settore).

Il 53% delle (buone) forchette tricolori al banco del supermercato opta per le novità in fatto di grano.

E cioè: i consumi della pasta integrale sono cresciuti, nell’ultimo anno, del 20%.

E se a farla da padrone è ancora la semola tradizionale, che vale da sola circa il 90% del mercato, pazienza: con i legumi e i cereali, i paccheri “light” stanno conquistando mezzo Stivale. «Questa crescita», racconta il presidente di Aidepi Paolo Barilla «è la prova che c’è posto per tutti e oramai il consumatore ha la possibilità di scegliere.

Si tratta della risposta alle ultime linee guida nutrizionali, che evidenziano l’importanza di integrare più fibre nella nostra alimentazione».

Come a dire: le lasagne alla bolognese della nonna resteranno anche imprescindibili, nessuno lo dubita, ma avete mai provato i maccheroni al farro con i pomodorini secchi?

SALUTISTI

In fondo basta fare un giro al discount per rendersene conto: l’offerta è varia e i prezzi sono accessibili.

Rincarati, ovvio, rispetto alla farina 00, ma per salvare il giro vita si può anche mettere in conto di spendere qualche euro in più. «In tutti i cereali la qualità delle proteine non è altissima», spiega il nutrizionista Giuseppe Rotilio, capo del dipartimento di Promozione della qualità della vita presso Università San Raffaele di Roma, «ma questa carenza viene compensata da una quantità maggiore, per cui un piatto di spaghetti integrali ha un apporto proteico più elevato».

E allora fa bene, specie se col pranzo di Ferragosto avete un tantino esagerato. «La pasta che al suo interno utilizza farine di cerali è meno raffinata, il che significa che è anche meno assimilabile.

Non aumenta la glicemia, e per questo viene preferita dalle persone a dieta».

Fibre, sali minerali e vitamine fanno il resto: «L’unico cereale completo da un punto di vista nutrizionale è la soia», ammette l’esperto, «ma in Italia viene usata ancora poco». La nutrizionista Fabiola Ficarra concorda e aggiunge: «Il consiglio è variare.

L’alimentazione non deve mai concentrarsi su un alimento e basta, quindi ben vengano le alternanze anche in materia di farina.

Noi italiani siamo molto tradizionalisti, non rinunciamo facilmente alla pasta: assumere cereali che hanno l’aspetto di spaghetti o maccheroni è una buona alternativa.

Il farro va molto bene per gli sportivi ed è ricco di fibre che aiutano anche chi soffre di diabete. Il kamut è molto ricco di proteine.

La segale è un alimento eccezionale a basso contenuto calorico e glicemico: è ottima nella prevenzione delle patologie cardiovascolari. Infine ci sono le paste proteiche, fatte con i legumi, che possono essere un modo anche per far assimilare ai bambini tante sostanze verso cui in genere non sono proprio entusiasti».

In vendita, nell’ultimo periodo, c’è pure la pasta proteica, quella fatta con i legumi: niente grano e niente mais, ma piselli e fagioli.

Con la conseguenza che, se un normale piatto di penne alla carbonara, valgono a occhio e croce 65 grammi di carboidrati (e svariati giri di cyclette per smaltirli) uno di questi ne contiene appena 48.

Assaggiare per credere. Intendiamoci, metodi di preparazione e condimenti non cambiano. Il sapore - spergiura chi ormai già non riesce più a farne a meno - neanche.

La bilancia, invece, sì. «Il boom che in questi ultimi anni ha interessato il settore si spiega proprio in questi termini», continua Rotilio, «lo stesso discorso vale per il pane casereccio: essendo meno raffinata la farina con cui viene cotto non innalza così tanto la glicemia e l’organismo assimila meno».

Dopo di che, sia chiaro, una spaghettata aglio e olio non si nega a nessuno.

Ci mancherebbe altro. Ma a usare le farine integrali ci sono sicuramente alcuni vantaggi che non vanno sottovalutati. «Nel momento in cui la pasta ai cereali è integrata con altre sostanze, per esempio un particolare sugo o un condimento ricco, risulta sicuramente più sostanziosa di quella a tipologia tradizionale», conclude il professore.

Quindi: pasta e fagioli con ditalini di segale, tanto per dire, è meglio di una bistecca. E non è un modo di dire.

Fatevene una ragione e provate, almeno una volta, a uscire dal seminato. Non è un caso che tutte le principali marche della filiera italiana da qualche anno a questa parte abbiano creato una linea apposita di farine integrali.

Il mercato bio, anche in fatto di farfalle e pipe, vale, da Palermo a Sondrio, la bellezza di 150 milioni di euro e se la media di una confezione da 500 grammi di pasta integrale costa 1,59 euro contro gli 80 centesimi di quella classica, amen. Ci si guadagna in salute.

Poi ci sono gli abbinamenti, i sughi che stanno bene con quel sapore leggermente amarognolo della “farina nera” o il gusto meno deciso del farro.

Perché quando si cerca di perdere qualche chilo non è mica detto che bisogna rinunciare proprio a tutto.

La pasta rimane pur sempre il piatto nazionale, che poi sia integrale non fa differenza.

L’avvertenza che sottolineano gli addetti ai lavori rimane una sola: questi prodotti non sono senza glutine, come spesso (ed erroneamente) qualcuno pensa.

Sono semplicemente più salutari.

di Claudia Osmetti

 

LINK UFFICIALE AL SITO

PACCHERI ALLA PESCATORA

PACCHERI ALLA PESCATORA

I paccheri

 

I paccheri sono un tipo di pasta tradizionale napoletana aventi la forma di maccheroni giganti, generalmente realizzati con semola di grano duro.

 

Il termine deriva del greco antico (da "πας" (tutto) e "χειρ" (mano)) dei primi fondatori di Parthenope e ancora usato nella lingua italiana come "pacca", ovvero uno schiaffo dato a mano aperta, senza intenzioni ostili.

 

Difatti in altre regioni italiane, il termine pacchero viene sostituito dalla parola "schiaffoni".

 

I paccheri possono essere anche farciti.

 

Personalmente utilizzo la pasta Rummo perché tiene meglio la cottura quando vado a mantecare in padella 

 

Pacchero pasta Rummo

 

 

Ingredienti e preparazione

 

INGREDIENTI

 

5 calamari puliti e tagliati a cerchietti molto fini

 

vongole 600 g

 

cozze 600 g

 

gamberetti  600 g

 

500 gr passata di pomodoro

 

10 pomodorini pachino

 

aglio, sale e pepe e un ciuffo di prezzemolo lavato

 

1/2 bicchiere di vino

 

olio evo

 

PREPARAZIONE

 

Mettete a spurgare le vongole nel lavandino pieno di acqua con un pugnetto di sale grosso e lasciando scorrere un filo di acqua corrente.

 

Oppure potete batterle in una bacinella, come? http://www.melocucinodame.it/house-course/

 

Nel frattempo togliete il filetto dalle cozze tirandolo verso l'alto.

 

In una padella mettete uno spicchio di aglio con un filo di olio a soffriggere, quindi mettete le vongole e le cozze insieme, coprite e lasciate cuocere 10 min, quindi togliete il coperchio, versate il vino e a fiamma alta lasciate sfumare.

 

Con una schiumarola  scolate il tutto riponendolo in una ciotola, prendete la padella e con un passino filtrate il sugo che si è formato e tenetelo da una parte.

 

In un altra padella mettete nuovamente l'aglio e l'olio, soffriggete e mettete dentro i calamari.

 

Lasciate cuocere a fuco medio per 10 minuti controllando costantemente per evitare che si possano attaccare alla padella o bruciare.

 

Aggiungete quindi i gamberetti puliti o interi (a vostro piacere) eviscerati.

 

Fateli saltare 2 minuti con un goccio di acqua di cottura delle vongole, quindi incorporate la salsa e i pachino, spezzettate dentro il prezzemolo e lasciate cuocere a fuoco alto fino a restringere un po la salsa (7/8 minuti).

 

In una pentola capiente mettete dell'acqua e aggiungete l'acqua di cottura delle vongole rimasta, aggiustate di sale, versate i paccheri a cuocere.

 

Intato che la pasta si cuoce pulite le cozze e le vongole dalle valve e versatele nel sugo.

Non appena saranno al dente scolateli mantenendo dell'acqua e versateli nella padella con la salsa, mantecate e completate la cottura - se necessario aiutatevi con l'acqua conservata -

 

A cottura ultimata, impiattate spolverizzando con altro prezzemolo e servite.

 

Buon primo e buon pranzo da MelocucinodaMe

 

Un abbraccio Daniele

 

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CARAMELLA DI PASTA FRITTA

CARAMELLA DI PASTA FRITTA

Amata caramella

L'amore è come una caramella:
si cerca sempre la più bella
colorata e appariscente,
per trovarla ci vuole un "niente".
Si scarta con attenzione
per poi farne un sol boccone:
ah, che aroma prelibato
che solletica il palato...
Oh che dolcissimo sapore,
ci fa sciogliere anche il cuore.
Questa è una lieve e rara essenza,
di cui non si può mai stare senza,
ma è un'arte far durare
questo gusto celestiale,
e quando il dolce è finito
ti ritrovi rimbambito.
Triste vita senza amore:
ne risente anche il cuore!
E allor, con attenzione,
si ricerca l'attrazione
per la giusta caramella
che sia buona, dolce, e forse bella.

Composta domenica 21 aprile 2013

da PensieriParole <https://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-personali/poesia-184018>

 

 

Ingredienti e preparazione

 

Ho voluto iniziare questo articolo con una poesia perché ritengo che cucinare sia arte e poesia.

 

L'amore che mettiamo nei nostri piatti nell'attesa di servirli non è in fondo poesia?

 

Ma ora basta romanticismo e tuffiamoci nella nostra cucina.

 

INGREDIENTI 

 

500 g di semola di grano duro

 

150 g di acqua 

 

1 cestino di fragoline di bosco

 

250 g di ricotta 

 

zucchero

 

cacao amaro in polvere

 

olio di semi di mais

 

PREPARAZIONE DELLA CARAMELLA

 

In una ciotola capiente mettiamo la semola e mentre impastiamo iniziamo a mettere l'acqua un po alla volta 

 

Una volta ottenuto l'impasto, lo mettiamo su un tavolo infarinato e lo stendiamo ad uno spessore di 1 mm aiutandoci con un mattarello

 

Tagliamo quindi dei rettangoli della misura di circa 7 cm di larghezza per 13 cm di lunghezza.

 

Poniamo all'inizio del lato corto un cucchiaino di ricotta e due fragoline di bosco.

 

Arrotoliamo la sfoglia di pasta, quindi applichiamo una pressione laterale a chiudere a "caramella"

 

Per chi avesse dubbi ricordo sempre http://www.melocucinodame.it/house-course-il-corso-direttamente-a-casa-tua/

 

Fatte tutte le caramelle poniamole in frigorifero per 30 minuti, nel frattempo mettiamo l'olio a friggere in un tegame capiente e profondo

 

Quando l'olio sarà caldo al punto giusto, mettiamo le nostre caramelle a friggere - appena si dora un lato girare e dorare il secondo lato - per circa 3 minuti

 

Scolarle e servirle calde con una spruzzata di cacao amaro , altra ricotta e una fragolina

 

Buon appetidolce con MelocucinodaMe 

 

un abbraccio 

 

Daniele

 

 

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